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Trio In Uno sul palco "A Trento nuovi brani"

Trio in Uno sul palco «A Trento nuovi brani»

 

Rassegna «Itinerari Folk» nel cortile Crispi-Bonporti

 

 

Saranno i «Trio in Uno» e «La dame blanche» a dare il via, domani sera al Cortile Crispi-Bonporti (inizio alle 21.30), alla trentesima edizione di «Itinerari Folk», che proseguirà fino all’11 agosto con dodici appuntamenti. «La Dame Blanche», all’anagrafe Yaite Ramos, è una musicista cubana che presenterà il suo nuovo album «2» registrato con Marc Babylotion Damblé (Sargento Garcia, Amadou & Mariam, Orishas). Il «Trio in uno» è, invece, formato da Josè Ferreira, chitarrista di Sao Paulo, Pablo Schinke, violoncellista di Joao Pessoa (capitale dello stato brasiliano del Paraíba) e dalla sassofonista trentina Giulia Tamanini, coetanea di «Itinerari folk».

Tamanini, a Trento il «Trio in Uno» porterà alcune sorprese.

«Sì. Il nostro primo album compie due anni ed è stato presentato a Trento l’anno scorso. Lunedì presenteremo nuovi brani e nuovi arrangiamenti del trio che faranno parte del nostro secondo album che abbiamo in programma di registrare il prossimo anno. In estate, saremo in tournée in Brasile nei mesi di luglio ed agosto e la bella novità è che il trio suonerà come solista accompagnato dall’orchestra da camera Ulbra di Porto Allegre».

Un traguardo notevole, visto che la cultura in Brasile non sta attraversando un bellissimo momento.

«Purtroppo il Brasile sta attraversando una crisi economica e politica che sta toccando anche il settore culturale. Come accade anche in Italia, sfortunatamente non si da il sufficiente peso alla ricchezza culturale di un paese come presupposto per costruire una società migliore».

Ma com’è tornare a suonare a «casa»?

«Sono sempre felice di suonare a Trento perché sono molto legata alla città, alla famiglia e agli amici. Gran parte del mio percorso di studi e musicale l’ho fatto a Trento e sono riconoscente alle persone che mi hanno accompagnato e alimentato la mia passione per la musica. Ho iniziato a suonare il sassofono soprano a otto anni e a undici sono entrata al Conservatorio Bonporti dove mi sono diplomata nel 2007. Poi ho suonato con l’orchestra del Festival Pergine Spettacolo Aperto e con alcune formazioni cameristiche. Nel novembre del 2010 mi sono trasferita a Parigi, dove ho conseguito il Diplôme d’études musicales. Lì ho incontrato i miei queridos José e Pablo».

Al di là della crisi economica di alcuni paesi, è l’intero sistema musicale ad essere cambiato. Molti se ne lamentano. Voi?

«Io penso che i cambiamenti radicali che ha subito il sistema musicale abbiano portato molti vantaggi agli artisti indipendenti come ad esempio la possibilità di farsi conoscere grazie ad internet, ai social network e alla musica in streaming. Sì, l’accesso alle tecnologie ha reso sicuramente la produzione di dischi più facile anche se questo a volte va a scapito della qualità. In ogni caso per me l’autoproduzione rimane un aspetto molto positivo dell’era digitale perché favorisce la creatività e la varietà musicale».

 

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